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Come si racconta la guerra?

La guerra è un tema fondamentale della letteratura. Non c’è da stupirsene, se è vero che la presenza di conflitti – ci piaccia o meno – caratterizza qualsiasi attività umana e si riflette in ogni narrazione, sia essa religiosa, politica, economica, giuridica o sportiva.
Tradizionalmente, le rappresentazioni letterarie della guerra avevano una funzione esortativa o celebrativa. Guardavano cioè al futuro, incitando alla lotta, o al passato, celebrando le gesta di eroi guerrieri. Solo negli ultimi due secoli ha acquistato importanza un approccio più attento alle sofferenze fisiche e morali causate dagli eventi bellici. Si possono citare a questo proposito capolavori come La Certosa di Parma, del francese Stendhal, o Guerra e pace, del russo Tolstoj: romanzi che mostrano le battaglie quali sono sempre state, intrise di fango, sangue e terrore.

Rappresentazioni così dissacranti latitano nella letteratura italiana dell’Ottocento, volta a sostenere le guerre risorgimentali che portarono all’Unità.
È ciò che accade in racconti, romanzi, canzoni e poesie: basti ricordare a questo proposito il nome di Giosue Carducci, instancabile tessitore di versi patriottici, nei quali prima esorta alla liberazione dallo straniero e poi celebra chi versò il sangue per la patria. Con ciò, siamo ancora all’interno della dialettica tradizionale: perché si arrivasse anche da noi a una demistificazione degli aspetti più orribili dei conflitti bellici si dovette arrivare alla Grande Guerra.

La poesia, in particolare, seppe trasfigurare sino a farne un emblema della condizione umana la sensazione di estrema fragilità vissuta da milioni di fanti, costretti a vivere come topi nelle trincee, in continua attesa del segnale d’assalto che li avrebbe esposti a pericoli mortali.
«Si sta come / d’autunno / sugli alberi / le foglie»: è appunto in questo frangente che Giuseppe Ungaretti elabora i versicoli del Porto sepolto, dove il nemico non è mai neppure nominato e l’eroismo lascia spazio ai travagli interiori.

Dalla guerra del ’15-’18 scaturirono anche numerosi memoriali di denuncia, scritti nell’intento di accendere in chi non aveva visto il fronte la consapevolezza di ciò che era realmente accaduto.
Fra questi va ricordato almeno Un anno sull’Altipiano, nel quale il sardo Emilio Lussu, valoroso capitano della Brigata Sassari, fa luce sugli aspetti meno nobili del conflitto, come la crudeltà e l’insipienza dei generali, o il dilagare dell’alcolismo fra i combattenti. Questa spinta verso la testimonianza fiacca la narrativa d’invenzione, che in Italia non ha dato capolavori ambientati in trincea.

Per trovare grandi romanzi bellici nella nostra letteratura del Novecento bisogna volgere lo sguardo alla Seconda guerra mondiale, e in particolare alla Resistenza. Dopo un ventennio di dittatura, e una sanguinosa guerra civile, riconquistata la democrazia esplose un’autentica smania di narrare. Come osservò Italo Calvino, tutti – compresi i civili – avevano vissuto un’esperienza tragica, e finalmente si aveva la libertà per parlarne. Autori come Cesare Pavese, Elio Vittorini, Beppe Fenoglio, Luigi Meneghello e lo stesso Calvino, col Sentiero dei nidi di ragno, scrissero pagine tuttora imprescindibili, che oltrepassano il populismo tipico del clima neorealista, per approdare a una visione più amara e problematica.

E oggi? Da oltre settant’anni per fortuna la guerra non tocca il territorio nazionale, per cui gli scrittori italiani si trovano a lavorare sulle memorie d’infanzia, come ha fatto Andrea Camilleri, o sulla fantasia, ricostruendo periodi che non hanno vissuto personalmente, in romanzi storici d’ampio respiro. Non sono mancati e non mancano comunque autori che hanno documentato per il pubblico italiano i conflitti che continuano a insanguinare il mondo, come Goffredo Parise, Tiziano Terzani oppure – spostandoci sul versante del fumetto – Zerocalcare, che nel recente Kobane calling ha restituito le sue impressioni di un viaggio in Siria.
Mauro Novelli

 

Mauro Novelli approfondirà quest'argomento in una serie di incontri con i docenti. Scoprili qui