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Letture in classe – Elizabeth Strout, Resta con me

La scrittrice statunitense Elizabeth Strout (1956) ha affrontato in molti romanzi la complessità del mondo femminile. Un ritratto dell’autrice, un testo e una proposta di attività dai percorsi interdisciplinari del corso “Al cuore della letteratura”.

L’autrice e il libro

La scrittrice statunitense Elizabeth Strout (1956) ha affrontato in molti romanzi la complessità del mondo femminile. I suoi personaggi si muovono lasciando emergere il loro articolato mondo interiore nel difficile e mutevole rapporto con la società, con la famiglia, con l’altro sesso. Tra i suoi romanzi più celebri: Resta con me (2006); Olive Kitteridge (2008), che le è valso il premio Pulitzer nel 2009; I ragazzi Burgess (2013); Mi chiamo Lucy Barton (2016). In Resta con me il contesto della provincia americana degli anni Cinquanta svolge una funzione importante, poiché mostra un mondo “antico”, a suo modo senza età, dove il ruolo delle donne è svolto unicamente all’interno della famiglia e in attività sociali scelte per convenzione e non per reale interesse, e dove lo stesso rapporto coniugale nasconde infedeltà, dolori e insoddisfazioni. Nonostante ciò, in questo mondo è importante che tutto resti nascosto sotto la patina del “socialmente accettabile”: alle donne rimangono allora il pettegolezzo, l’infelicità e la depressione strisciante, accuratamente nascoste dietro il rassicurante gesto delle pulizie di casa.

L’assaggio

Nella cucina in disordine la maestra del catechismo, Alison Chase, preparò una torta di mele per Tyler e, dopo aver messo il rossetto arancione, si avviò verso la fattoria per lasciarla a Connie Hatch. «Tyler odia le mele», le disse più tardi Ora Kendall al telefono. «Nessuno odia le mele». «Tyler sì. Dice che gli danno la nausea, da quando Lauren è morta. È mancata proprio quando le mele stavano cominciando a maturare. Ha detto anche che non riesce più a mangiare le uova strapazzate. Per via di quelle in polvere di quando era in marina». Alison telefonò a Jane Watson, che stava affettando una cipolla e teneva in bocca un pezzo di pane per impedir che gli occhi le lacrimassero. «Ho cercato di telefonarti qualche minuto fa», disse Jane con un angolo della bocca. «Ho già chiamato Rhonda e Marylin per raccontargli del mio terribile colloquio con Tyler. Era a malapena cortese. Sembrava di parlare con uno a cui non importa se le linee telefoniche non funzionano. Perché gli hai preparato una torta di mele?». «Mi dispiaceva per lui». «Tyler odia le mele. La darà a Connie Hatch». «La mia vita mi annoia a morte», disse Alison. «Ho una noia tale che potrei vomitare». «Passerà», la rassicurò Jane. «La settimana prossima hai la riunione della Società storica, a casa di Bertha. Portala a loro, una torta di mele». «Non ti capita mai di annoiarti a morte?». «Devi tenerti impegnata, Alison». «Non riesco nemmeno a pulire casa mia». «Rifa’ i letti», le disse Jane, togliendosi finalmente il pane di bocca. «Ti sentirai meglio. E comprati un busto. Ne ho ordinato uno nuovo da Sears. La pubblicità diceva: “Perché mangiare formaggio magro, quando puoi perdere tre chili in tre secondi?”».

L’attività

  • Presentiamo l’autrice e il testo.
  • Avviamo una lezione dialogata. Qui di seguito una serie di domande-guida.
  1. Le protagoniste del brano di Elizabeth Strout danno un senso alla propria esistenza pulendo la casa e “tenendosi impegnate” con attività di poco conto: quali?
  2. Con quali accorgimenti stilistici l’autrice costruisce il clima di noia, insoddisfazione e vuote chiacchiere che avvolge la vita delle sue protagoniste?
  3. Quale funzione ha, nel testo, la frase: "Perché mangiare formaggio magro, quando puoi perdere tre chili in tre secondi?".
  4. Riflettiamo: quale immagine della donna emerge dalla pagina di Elizabeth Strout? Il testo è un atto d’accusa verso il mondo femminile o verso un’intera società?
  5. Facciamo ascoltare alla classe Giornali femminili di Luigi Tenco e avviamo una discussione sull'attualità del tema proposto, con riferimento a fatti di cronaca, di costume, a libri e canzoni.

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