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La responsabilità della parola- Intervista a Marco Balzano
Marco Balzano è romanziere, poeta e insegnante di liceo, vincitore del Premio Campiello 2015 con L'ultimo arrivato (Sellerio).
Studioso di letteratura, con un interesse particolare per l’Otto-Novecento e per i rapporti tra filosofia e letteratura, collabora con riviste letterarie e di cultura generale.
Abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo al nostro convegno Sguardi al Cuore della Letteratura, il 20 Novembre; ecco cosa ci ha raccontato:
 
In base alla sua esperienza di insegnante, com’è cambiato il rapporto tra i ragazzi e la letteratura nel mondo di oggi, così ricco di stimoli?
 
Nel mondo di oggi in effetti gli stimoli sono tanti e il libro rischia di non essere sempre quello più immediato e vincente.
Io non ho nessuna difficoltà a sostenere che i ragazzi inizialmente vadano anche obbligati a leggere: sono poche le volte nella vita in cui siamo in grado di capire immediatamente il senso di ciò che facciamo. Quindi io credo nel coraggio di buttarli in acqua.
Certo, d’altra parte la scuola deve stare attenta a non combattere battaglie troppo di retroguardia. Va veicolata l’idea di che cos’è un classico, vanno messi i ragazzi in contatto con la conoscenza di certi libri imprescindibili, però è molto importante anche provare a restituire l’idea di cosa c’è in libreria, dare uno sguardo sull’oggi.
L’insegnante dovrebbe soprattutto creare un gusto, quindi saper ascoltare e etimologicamente “educare”, cioè tirare fuori qualcosa.
La libertà nella lettura va sempre lasciata: non c’è niente di male se un ragazzo trova la sua strada nella lettura delle graphic novel o dei fantasy. L’importante è che qualcosa, alla base, sia stato seminato.
 
Lei è uno scrittore e un insegnante: cos’hanno in comune queste due figure, e come si fondono le due anime?
 
Senza voler fondere per forza queste due figure o mitizzarle, secondo me lo scrittore e l’insegnante hanno in comune soprattutto ciò che diceva Primo Levi, cioè un’attenzione particolare, ma anche una grande responsabilità, nei confronti della parola che si pronuncia, si scrive o si condivide.
 
Ogni insegnante consiglia i libri da far leggere in base al programma didattico ma anche, naturalmente, in base alle proprie predilezioni letterarie. Qual è stato l’ultimo libro che ha fatto leggere ai suoi studenti, e perché?
 
L’Agnese va a morire. Bassani diceva che è l’unico romanzo sulla resistenza che si irradia da una voce femminile, che ci restituisce una conoscenza di questo periodo storico attraverso uno sguardo differente, per genere.
 
E’ più difficile vincere un Premio Campiello o convincere i ragazzi a studiare Manzoni?

Per quanto mi riguarda è stato più difficle vincere il Premio Campiello, però anche l’altra è una bella sfida.