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Una comunità per lettori ostinati: i ragazzi
Davvero i ragazzi di oggi non leggono più e si interessano soltanto alle storie più semplici? Perché dovremmo ricordarci di quando avevamo 15 anni? Simone Piccinini, responsabile di progetto Xanadu, riflette con noi sulle storie più amate dai ragazzi di oggi e sul ruolo della scuola, ribaltando qualche luogo comune.
 
Xanadu - Comunità per lettori ostinati è un progetto che si rivolge agli studenti delle scuole secondarie di tutta Italia, basato su libri, fumetti, musica e cinema. È un tentativo di mettere in comunicazione pensieri e riflessioni dei ragazzi, dando loro la possibilità di votare le storie preferite all’interno di quelle proposte nel sito. In base alle votazioni, l'associazione lancia classifiche, incontri, cineforum… Un luogo utopico, una comunità in cui ci si possano scambiare consigli e informazioni in collaborazione con le scuole, e in cui rendere i ragazzi protagonisti delle loro scelte. Abbiamo incontrato un responsabile del progetto, Simone Piccinini: vi proponiamo la trascrizione dell'intervista.
 
Il vostro progetto permette di avere un panorama interessante di cosa leggono e guardano i ragazzi. Siete mai rimasti sorpresi dai risultati delle classifiche?
 
 
Quello che potrebbe stupire i non addetti ai lavori è il fatto che i ragazzi amino le storie complesse e difficili. Quest’anno, per esempio, è arrivato molto in alto in classifica 1984, di George Orwell, quindi non una storia leggera, che insegue il pubblico dei giovani, ma un racconto connotato da una simbologia complessa, che va a toccare delle corde profonde.
Noi di progetto Xanadu in realtà non siamo più sorpresi, ormai, da questi dati. Quando entriamo in classe sappiamo chi ci troviamo di fronte: ragazzi alla ricerca di riferimenti, nella formazione della loro identità. A volte trovano certezze nell’omologazione, o sono molto spaesati. Le storie hanno allora proprio la funzione di fornire ai ragazzi delle risposte anche complesse, rispetto a loro stessi e al mondo che li circonda.
 
Qual è secondo voi il genere letterario più apprezzato nelle scuole superiori?
 
L’apprezzamento rispetto ai generi letterari, in realtà, è contingente: per noi non esiste un genere più amato dai ragazzi, ci sono dei fenomeni (in questo momento le distopie contemporanee come Hunger Games, prima il fantasy, o Twilight ). I ragazzi apprezzano le storie importanti, che possano offrire risposte a certe riflessioni. Io credo che tutti noi, a 15 anni, abbiamo avuto una storia che ci ha cambiato la vita: può essere Il giovane Holden, o I tre moschettieri… Non conta il genere, ma più lo stile e i contenuti. Noi, di solito, quando proponiamo le storie ai ragazzi, cerchiamo di capire prima di tutto qual è il loro immaginario. In un secondo momento rilanciamo, alziamo il livello per farli crescere.
 
Il vostro lavoro permette di collaborare continuamente con le scuole. Come può la scuola avvantaggiarsi al massimo del vostro lavoro? Qual è stato qualche bel risultato raggiunto?
 
I risultati sono quotidiani. Portiamo a scuola storie che gli insegnanti spesso non conoscono, promuovendo un aggiornamento continuo rispetto alla letteratura per ragazzi, fenomeno in fondo anche abbastanza recente: fino a trent’anni fa, c’erano soltanto le storie per bambini o per adulti; questa fascia di letteratura specifica non esisteva. L’altro importante risultato raggiunto è l’aggiornamento delle biblioteche: ogni volta che una scuola partecipa e acquista la bibliografia, mette a disposizione dei ragazzi storie nuove. Infine, anche gli incontri che proponiamo a scuola possono essere utili per l’insegnante. Dato che noi abbiamo un ruolo diverso dal loro, vengono fuori a volte delle cose nuove da parte dei ragazzi, che magari non emergerebbero durante una classica lezione: un insegnante attento può quindi cogliere degli spunti legati alla psicologia, alle problematiche, o agli interessi degli alunni, e servirsene al meglio.
 
Il vostro progetto non riguarda solo i libri, ma anche film, musica, arti visive. Secondo voi come si potrebbe fare dialogare di più queste discipline anche a scuola? È possibile?
 
Certamente, l’importante è dare a tutti i linguaggi lo stesso valore, pur riconoscendone la specificità. È fondamentale ovviamente riconoscere quali sono le opere che meritano: ci sono ottime storie a fumetti, ottimi film, ottimi dischi; ma anche libri, fumetti o film di scarsa qualità. Partire dal valore a prescindere dal linguaggio utilizzato permetterebbe già di aumentare il dialogo tra i diversi mezzi espressivi. Se un ragazzo mi propone un videogioco, non è di scarso valore in quanto videogioco, dipenderà dalla qualità della storia narrata. Avere gli strumenti per interpretare e saper cogliere, all’interno di tutti i linguaggi, le storie valide, permetterebbe un maggior collegamento. Questa multi-disciplinarità poi è proprio una delle caratteristiche di Progetto Xanadu: l’associazione nasce mescolando una serie di interessi, lavoriamo in équipe sfruttando la comunicazione tra media diversi.
 
Lasceresti un pensiero o un suggerimento per gli insegnanti di letteratura di oggi?
 
Il mio consiglio è: provate a ricordarvi di quando eravate ragazzi e di quanto vi piaceva leggere. Nel momento in cui si fa questo passaggio, ci si rende conto che la lettura non è solo strumento di apprendimento, e ci si può così riconnettere con i ragazzi, raccontando i libri con lo stesso entusiasmo di quando avevamo 15 anni. Questo ovviamente non significa ritornare ragazzi, ma cercare di ritrovare gli ingredienti per cui è stato importante per noi leggere a quell’età. Poi, potrei dare anche dei suggerimenti più tecnici: provare a mettere i libri a disposizione degli alunni, facendoglieli toccare o leggere la quarta di copertina, aumentando così, alla fine, la loro autonomia rispetto alla scelta dei testi. Consiglierei anche di parlarne a scuola senza partire per forza dall’analisi del testo - quindi nella dimensione della valutazione o della competizione - ma in modo anche più diretto e spontaneo, riportando la lettura a un momento collettivo di condivisione e di piacere.
 
E voi? Come riportate il piacere della lettura a scuola? Venite a parlarne al convegno “Sguardi al Cuore della Letteratura” del 20 Novembre.
 
Per Saperne di Più…